07 settembre, 2008

LA 104 DI BRUNETTA

ANCHE LA LEGGE 104 NEL MIRINO DEL MINISTRO BRUNETTA!!

ANCHE I PERMESSI PER L´ASSISTENZA PREVISTI DALLA LEGGE 104/92 SONO FINITI NEL MIRINO DEL MINISTRO BRUNETTA. L’ENNESIMA BRAVATA DEL MINISTRO INTENDE METTERE MANO AI PERMESSI PER L´ASSISTENZA AI FAMILIARI PORTATORI DI HANDICAP, DETERMINANDO UN ULTERIORE GRAVE ATTACCO AI DIRITTI DEL LAVORATORI, MA SOPRATTUTTO A CHI FA ASSISTENZA A PERSONE DISABILI.

“CARO” MINISTRO UN’ALTRA PERLA?

I TRE GIORNI AL MESE DI PERMESSO RETRIBUITO CONSENTITI DALLA LEGGE 104/92 (SOLO PER INVALIDITA' AL 100 PER CENTO CHE HANNO RAPPRESENTATO UNA CONQUISTA PER L'ASSISTENZA, E CHE ALLEVIA SOLO PARZIALMENTE LE SITUAZIONI DI DISAGIO, OGGI VIENE RIMESSA IN DISCUSSIONE DAL MINISTRO DI UN GOVERNO CHE È INTERESSATO UNICAMENTE A COSTRUIRSI LEGGI AD PERSONAM E CHE VEDE NEI TRE MILIONI E MEZZO DI DIPENDENTI PUBBLICI "UNA BANDA" DI INUTILI FANNULLONI DA PUNIRE E CASTIGARE CON DUE UNICI FINI: FARE CASSA E NASCONDERE LA PESANTISSIMA CRISI ECONOMICA CHE STA COLPENDO MILIONI DI LAVORATORI.
PRIVARE
I LAVORATORI DI QUESTI PERMESSI, COSÌ COME LE PESANTI PENALIZZAZIONI GIÀ COMMINATE A CHI SI AMMALA CON IL FAMIGERATO DL 112, SIGNIFICA VOLER PERSEGUIRE OBIETTIVO DI SMANTELLARE LO STATO SOCIALE. CI DOMANDIAMO A QUESTO PUNTO: A QUANDO LE SANZIONI PER QUELLE LAVORATRICI “PRIVILEGIATE” CHE GODONO DEI PREMESSI DI MATERNITÀ? E PER I DONATORI DI SANGUE? UN PASSO ALLA VOLTA NATURALMENTE,VERO MINISTRO?

MA LA POLITICA DEGLI ANNUNCI, LE BUGIE E LA CRIMINALIZZAZIONE DI UN’INTERA CATEGORIA HANNO LE GAMBE CORTE…

INFATTI E' STATO GIÀ VERIFICATO CHE IL TANTO SBANDIERATO CALO DEL 37% DEL PRESUNTO ASSENTEISMO NEL PUBBLICO IMPIEGO È STATO CALCOLATO SU DATI CHE RIGUARDANO SOLO 27 AMMINISTRAZIONI SU 9.800, PERALTRO NON INDIVIDUATE CON CRITERI STATISTICO SCIENTIFICI, MA ADDIRITTURA CON RILEVAZIONI (APRILE- MAGGIO 2008) ANTECEDENTI ALL'APPLICAZIONE DELLE LEGGE DEL 25 GIUGNO.

A CHI QUOTIDIANAMENTE OFFENDE LA NOSTRA DIGNITA’, AI PROFESSIONISTI DELLA MENZOGNA, RISPONDEREMO COLPO SU COLPO.

A PARTIRE DALLO SCIOPERO GENERALE INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE (COBAS, RDB E SDL) PER IL 17 OTTOBRE

17 luglio, 2008

La giornata di lotta del 16 luglio dei lavoratori pubblici.

Riuscitissima la giornata di lotta dei lavoratori pubblici con lo sciopero di 2 ore nelle Agenzie Fiscali e con iniziative in varie città d’Italia contro il progetto di devastazione della Pubblica Amministrazione, di Brunetta e del governo.L’iniziativa più massiccia si è avuta a Roma sotto Montecitorio, a cui hanno aderito e partecipato i Cobas, con una partecipazione di circa 2.000 lavoratori di tutti i comparti pubblici romani e con delegazioni da altre città che hanno contestato vibratamente il Decreto Legge n. 112 sul lavoro pubblico, che è in discussione al Parlamento per la sua conversione in legge. I lavoratori “fannulloni” hanno poi dato vita ad un colorito, rumoroso corteo sino al Ministero della Funzione Pubblica per ritornare poi sempre a Montecitorio, manifestando una grossa carica di rabbia contro i provvedimenti governativi che intendono attaccare i diritti dei dipendenti pubblici riguardo la malattia, allargare a dismisura le fasce di reperibilità, ridurre il salario con aumenti economici molto al di sotto dell’inflazione, procrastinare la precarietà, aumentare i carichi di lavoro, programmare 1 assunzione ogni 10 pensionamenti, smantellare servizi, chiudere uffici pubblici, insomma privatizzare il più possibile. Adesione importante anche allo sciopero nel comparto delle Agenzie Fiscali, dove invece di premiare i lavoratori che hanno raggiunto risultati straordinari nella lotta all’evasione fiscale, questo governo cancella addirittura il comma 165 (finanziamento del salario accessorio) a partire dal 2008 e lo riduce dal 2007. Questo percorso di mobilitazione continuerà anche in questo periodo di ferie, con assemblee e iniziative negli uffici sino al naturale, formidabile sbocco dello sciopero generale già indetto e programmato dalla Confederazione Cobas, Cub e SdL per il 17 ottobre, in un autunno che si preannuncia torrido per questo governo.

15 luglio, 2008

FERMIAMO L’ATTACCO AI LAVORATORI PUBBLICI!!

SU LA TESTA!! FERMIAMO L’ATTACCO AI

LAVORATORI PUBBLICI!!

Approfittando della stagione estiva, il Governo Berlusconi ha approvato a fine giugno il decreto legge n. 112, un decreto che avrà ripercussioni pesantissime sul personale e sui servizi della pubblica amministrazione.

Nei mesi scorsi la campagna contro i “fannulloni” della Pubblica Amministrazione è servita non solo per diffamare mediaticamente il personale pubblico, ma anche per costruire nel paese un clima favorevole per comprimere i diritti, avviare privatizzazioni, riduzioni di organici e di salario: provvedimenti tutti presenti nel DL n. 112. Riduzione degli organici, blocco del turn over fino al 2013, una assunzione per ogni 10 pensionamenti, fine dei processi di stabilizzazione dei precari.


Nuove privatizzazioni, riduzioni di posti di lavoro con chiusura di uffici e accorpamenti. Aumenteranno i carichi di lavoro.

Chi si ammala è perduto! Si parte dall’equazione malato = assenteista, per cui chi è in malattia si vedrà corrisposto solo la paga tabellare senza indennità e salario accessorio. La fascia di reperibilità sarà allargata dalle 8 alle 20 con un’ora d’aria (pardon di pausa, chissà perché viene da pensare al famigerato articolo 41-bis per i detenuti mafiosi…),

Non ci sono i soldi per il rinnovo dei contratti pubblici. L’ inflazione prevista per il 2008/09 è pari al 3,2% mentre l’Istat rileva, per il solo 2008, il 3,6% e l’inflazione reale viaggia in realtà oltre il 5% (vedi i rincari di petrolio e di tutti i generi di prima necessità).

Come se non bastasse la scure dei tagli si abbatterà sul salario accessorio con la riduzione, per il 2007, del 10% dei Fondi di amministrazione rispetto a quelli del 2004, e la disapplicazione di tutti i fondi a partire dal 2008. Insomma retribuzioni base da terzo mondo e,niente salario accessorio!!

Ed ulteriori tagli agli enti locali, alla sanità, e a tutti i ministeri sono già annunciati nel DPEF. Lorsignori pensano di rendere più produttiva la P.A. tagliando i servizi, i nostri salari ed attaccando i nostri diritti?

FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

I Cobas aderiscono il 16 luglio allo sciopero di 2 ore (dalle 12 alle 14) nelle Agenzie Fiscali e invitano i lavoratori a a partecipare al presidio di Roma, davanti al Parlamento, delle ore 13.

30 giugno, 2008

Verso la Finanziaria 2008

FINANZIARIA 2008: TANTO TUONO’ CHE PIOVVE…

Dopo l’approvazione a tempo di record del DPEF (9 minuti e ½), la Camera ha approvato il 25 giugno un decreto legge di anticipazione della legge finanziaria 2009, che corpo e sostanza a quanto già delineato nel DPEF: inutile dire che una particolare attenzione è stata riservata ai dipendenti pubblici…

Dietro la propaganda volgare e mistificante sulla meritocrazia, sulla produttività e l’innovazione del P.I., si nascondono ulteriori tagli (oltre 9 miliardi per gli enti locali, 5 miliardi nella sanità con l’introduzione dei vergognosi ticket e, udite, udite circa 32 miliardi di tagli che interesseranno tutti i ministeri ), nuove privatizzazioni con gli enti pubblici trasformati in aziende, blocco delle assunzioni, soppressione degli uffici e riduzioni delle dotazioni organiche, nessuna stabilizzazione per i precari, ulteriore riduzione dei fondi della contrattazione integrativa (e pensare che CGIL, CISL e UIL discutono con il governo per demolire il CCNL e spostare le risorse nella contrattazione integrativa…) e, ciliegina sulla torta, l’inflazione programmata cui ancorare gli aumenti contrattuali stabilita nella misura dell’1,7% nel 2008 e dell’ 1,5% negli anni a venire. Proprio mentre aumentano vertiginosamente le bollette di luce, acqua e gas e l’Italia si segnala al penultimo posto tra i paesi della UE per quanto riguarda le retribuzioni…

L’emergenza salariale strombazzata durante la campagna elettorale si riduce alla previsione di una carta di povertà (una vera e propria elemosiny card che attesterà e certificherà la condizione di povertà) con uno sconto spesa di 400 euro l’anno (1,09 euro al giorno) per i pensionati più poveri: insomma i super poveri dovrebbero spendere di più per usufruire di maggiori sconti spesa.
Particolarmente
odiose, poi, le misure contenute nel decreto legge per quel che riguarda le assenze per malattia ed il part time: nel caso di malattie superiori a 10 giorni e comunque dopo il secondo evento di malattia nel corso dell’anno, l’assenza dovrà esser giustificata dalla struttura sanitaria pubblica. E comunque, a prescindere dalla durata della malattia, per i primi dieci giorni non sono corrisposte indenni ed emolumenti e tali disposizioni non potranno essere derogate dai contratti collettivi. Inoltre la fascia di reperibilità durante le malattie si allunga a dismisura dalle ore 8.00 alle 13,00 e dalle 14 alle 20. Si parte, in sostanza, dall’illazione che il dipendente pubblico è assenteista per tendenza e così si attenta al diritto alla salute costituzionalmente garantito nonché alla digni del lavoratore stesso. Per quel che riguarda il part time, poi, la concessione sarà subordinata alla discrezionalità dell’amministrazione di appartenenza .Insomma tra misure draconiane che criminalizzano il lavoratore pubblico consegnandolo alla gogna mass mediatica ed il disinvestimento nella P.A. attraverso la riduzione della spesa statale, si manifesta il vero intento della vulgata antidipendenti pubblici: creare un clima di intimidazione tra i lavoratori pubblici e liquidare la P.A creando le condizioni per renderla improduttiva al fine di giustificare l’ingresso
,dei privati nei servizi pubblici. E d’altronde come si può da un lato parlare di produttività e rilancio del settore pubblico e dall’altro linciare quotidianamente il personale pubblico e continuare a tagliare risorse e servizi pubblici? I servizi sociali diverrebbero terreno di scorribanda per i privati, equiparati a qualsiasi prodotto da privatizzare e da erogare solo dietro compenso economico.

A fronte di questo attacco non si può rimanere inerti, occorre uno scatto di dignità: bisogna ripartire dai diritti dei lavoratori pubblici e dalla difesa del servizio pubblico cominciando a scaldare i motori per un grande sciopero generale in autunno: uno sciopero che faccia veramente paura al governo e a tutti i detrattori del servizio pubblico.